{"id":1500,"date":"2019-02-07T10:34:33","date_gmt":"2019-02-07T09:34:33","guid":{"rendered":"https:\/\/edizionilalinea.it\/nuovosito\/?page_id=1500"},"modified":"2025-09-19T11:56:51","modified_gmt":"2025-09-19T09:56:51","slug":"italiano-l2-oggi-intervista-onorevole-rossini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/edizionilalinea.it\/nuovosito\/en\/italiano-l2-oggi-intervista-onorevole-rossini\/","title":{"rendered":"Italian L2 today: ideas from Parliament"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Quali prospettive per l&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano L2 a seguito del decreto sicurezza? Pubblichiamo un&#8217;interessante intervista all\u2019<strong>on. Emanuela Rossini<\/strong>, che ha da poco presentato un ordine del giorno, accolto dal governo, contenente l\u2019impegno al rafforzamento dei corsi di italiano per stranieri.<\/p>\n<figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"253\" height=\"300\" src=\"https:\/\/edizionilalinea.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/EmanuelaRossini-253x300.jpg\" alt=\"On. Emanuela Rossini\" srcset=\"https:\/\/edizionilalinea.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/EmanuelaRossini-253x300.jpg 253w, https:\/\/edizionilalinea.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/EmanuelaRossini.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><figcaption>L&#8217;onorevole Rossini \u00e8 membro della Camera dei Deputati italiana dal 2018 e componente Minoranze linguistiche (Gruppo Misto).<\/figcaption><\/figure>\n<h2>On. Emanuela Rossini, Lei ha presentato un Odg che si \u00e8 innestato sull\u2019iter che ha portato all&#8217;approvazione del provvedimento noto come \u201cDecreto Sicurezza\u201d. Ci pu\u00f2 raccontare che cosa conteneva la sua proposta e perch\u00e9 l\u2019ha avanzata?<\/h2>\n<p>Nel decreto-legge 2018, n. 113, noto come \u201cDecreto Sicurezza\u201d, sono previste nuove disposizioni per l\u2019acquisizione e la revoca della cittadinanza italiana. Tra queste, all\u2019art.14 (lettera a-bis) figura quella di un&#8217;adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, la cui conoscenza deve essere attestata dal possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico riconosciuto dal MIUR o dal MAECI, oppure presentando apposita certificazione della lingua, rilasciata da un ente certificatore riconosciuto dal MIUR o dal MAECI (Societ\u00e0 Dante Alighieri, Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia, Universit\u00e0 per stranieri di Siena, Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tre).<\/p>\n<p>In merito a questa disposizione, ho presentato un ordine del giorno da portare in Aula, in cui ho chiesto al Governo di impegnarsi \u201cad assumere tutte le iniziative necessarie affinch\u00e9 l&#8217;insegnamento obbligatorio della lingua italiana per stranieri sia garantito nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle universit\u00e0 e sia realizzato da parte di insegnanti qualificati e formati per svolgere tale compito, anche con il sostegno dei mediatori linguistici e culturali, e potenziare i gi\u00e0 esistenti corsi d&#8217;italiano in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, aumentando le informazioni disponibili in ordine all&#8217;accesso e alla fruibilit\u00e0 degli stessi\u201d.<\/p>\n<h2>Come fu accolto dal Governo?<\/h2>\n<p>Il parere del Governo in Aula fu \u201cFavorevole con riformulazione\u201d, con cui mi si chiedeva di togliere la parola \u2018obbligatorio\u2019 dal testo. Il carattere di \u2018obbligatoriet\u00e0\u2019 alla frequenza dei corsi, da parte dei migranti, era una condizione importante per me, perch\u00e9 trascinava con s\u00e9 un impegno pi\u00f9 vincolante da parte del Governo. Pur malvolentieri, per\u00f2, accolsi la riformulazione per evitare di vedermi bocciare e sparire nel nulla la mia proposta. Ottenni cos\u00ec l\u2019impegno del Governo a garantire e potenziare l\u2019insegnamento della lingua italiana nei vari contesti in maniera uniforme su territorio nazionale.<\/p>\n<h2>Quanto \u00e8 vincolante questo impegno preso dal Governo? <\/h2>\n<p>Un Odg (ordine del giorno) non \u00e8 un emendamento, che entra direttamente in Legge, diventando esso stesso Legge. Un Odg \u00e8 un impegno formale, per\u00f2, un riconoscimento, da parte del Governo dell\u2019importanza di ci\u00f2 che prevede, altrimenti non verrebbe accolto. In particolare, questo Odg mette nero su bianco quelle che sono le priorit\u00e0 da dare all\u2019insegnamento della lingua italiana come L2 per stranieri. Nella mia premessa all\u2019Odg, infatti, spiego che la questione dell&#8217;integrazione linguistica non riguarda solo i migranti adulti, per i quali la conoscenza della lingua diventa indispensabile per aver accesso al lavoro, ma anche i bambini in et\u00e0 prescolare e scolare per poter frequentare con profitto le scuole dell\u2019obbligo. Inoltre, con questo Odg diventa ufficiale l\u2019impegno del Governo a offrire corsi di italiano, perch\u00e9 nel Decreto troviamo solo l\u2019obbligo dei richiedenti di cittadinanza a dimostrare la conoscenza della lingua italiana. In pratica, il rischio \u00e8 che, se non vengono attivati i corsi e se l\u2019insegnamento non verr\u00e0 finalizzato su tutto il territorio nazionale alle certificazioni richieste, la conoscenza dell\u2019italiano diventi una soglia di sbarramento, anzich\u00e9 di accesso, alla richiesta di cittadinanza. Con questo Odg perlomeno vengono dichiarate le condizioni da garantire.<\/p>\n<h2>Quale ritiene potr\u00e0 essere l\u2019applicazione di tale previsione normativa? <\/h2>\n<p>Come rappresentante di un partito autonomista territoriale (PATT), alleato con il partito di maggioranza in Alto Adige (SVP), noi rappresentiamo una regione come il Trentino-Alto Adige dove convivono comunit\u00e0 linguistiche diverse (italiano, tedesco e ladino) e da sempre siamo dunque sensibili alla tutela delle minoranze linguistiche, a favore delle quali le nostre politiche sul territorio garantiscono criteri idonei alla loro salvaguardia e sviluppo (percorsi di educazione e ricerca sul bilinguismo, introduzione del trilinguismo &#8211; italiano, inglese, tedesco &#8211; sin dal nido alle materne e fino all\u2019Universit\u00e0). Questo, dunque, \u00e8 il contesto in cui ci muoviamo.\u00a0<br \/>I corsi di italiano per migranti e stranieri hanno visto negli anni scorsi una buona offerta con politiche di integrazione sul territorio, in particolare in Trentino; queste sono coordinate dal Centro informativo provinciale per l\u2019immigrazione (CINFORMI), istituito nel 2001, che si occupa di permessi di soggiorno, ricerca lavoro, modulistica e anche formazione. Tutto ci\u00f2 ha permesso in Trentino una stabilizzazione dell\u2019immigrazione, controllo e conoscenza dei flussi, mantenendo il lavoro dei migranti dentro soglie di legalit\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p>Con il cambio politico che abbiamo avuto alle recenti elezioni provinciali di ottobre 2018, la propaganda utilizzata contro le politiche di integrazione, che a livello nazionale hanno visto crescere un clima di ostilit\u00e0 generale e pregiudiziale verso le politiche di accoglienza e di integrazione, ha toccato anche il mio territorio.<\/p>\n<h2>In Trentino qual \u00e8 l\u2019orientamento oggi verso l\u2019insegnamento dell\u2019italiano a stranieri? <\/h2>\n<p>A oggi i tagli operati dal neo governatore Fugatti (Lega) all&#8217;accoglienza, prevedono la perdita di 140 posti di lavoro entro il 2020. I sindacati hanno chiesto alla Provincia un tavolo di concertazione che permetta anche di avviare percorsi per ricollocare i lavoratori che perderanno il posto, rimarcando per\u00f2 che si disperderanno professionalit\u00e0 che hanno ben lavorato per la nostra comunit\u00e0. Al taglio di una parte dei corsi di italiano c\u2019\u00e8 stata per\u00f2 una bella risposta da parte della societ\u00e0 civile e di istituzioni come il Comune di Trento, la Diocesi e i centri che da anni si occupano di accoglienza, preoccupati che aumenti l\u2019instabilit\u00e0 sociale. Io penso ai giovani e agli insegnanti specializzati nel campo che non hanno prospettiva, pur sentendo che il loro lavoro \u00e8 indispensabile alla comunit\u00e0.\u00a0<br \/>Per questo cerchiamo strade di dialogo con la nuova Giunta, per far comprendere la ricaduta che avrebbe sulla comunit\u00e0, in termini di sicurezza ma anche nella pratica del vivere quotidiano, la sospensione dei servizi di CINFORMI e dei corsi di lingua per i tanti lavoratori stranieri che sono inseriti nel nostro settore agricolo, edile, gastronomico, nei servizi alla persona e che vivono con le loro famiglie nelle comunit\u00e0. Il dialogo politico \u00e8 importante in questa fase, ma soprattutto \u00e8 importante la presa di coscienza delle persone e il prevalere di un po\u2019 di realismo.\u00a0<\/p>\n<h2>E in Alto Adige invece? <\/h2>\n<p>In Alto Adige, diversamente, \u00e8 stato attuato in pieno il mio Odg, per la sola lingua tedesca per\u00f2. L\u2019approccio seguito dal neo assessore all\u2019Istruzione e Formazione tedesca Philipp Achammer \u00e8 stato annunciato pochi giorni fa, e mira a rendere obbligatoria la frequenza ai corsi di integrazione per i migranti che chiedono sussidi. Al carattere obbligatorio della frequenza corrisponde un\u2019offerta linguistica creata ad hoc sui bisogni del migrante presso i centri linguistici che hanno sempre operato bene.\u00a0L\u2019obiettivo dunque \u00e8 pratico e finalizzato a facilitare l\u2019inserimento sociale e lavorativo a chi risiede sul territorio.\u00a0<br \/>Spero vivamente che questo approccio possa venire adottato anche dall\u2019assessore all\u2019Istruzione e Formazione italiana in Alto Adige (Lega) e di seguito anche in Trentino, guardando soprattutto ai risultati finora conseguiti sui due territori, anche economici, grazie anche al gettito fiscale del lavoro di immigrati. Inoltre, per un\u2019effettiva integrazione i rifugiati vengono smistati in piccoli gruppi nei Comuni sul territorio.<\/p>\n<h2>Riguardo al cosiddetto \u201ctest di lingua per la cittadinanza\u201d, siamo di fronte a una prova linguistica alla quale \u00e8 condizionato il percorso di integrazione dello straniero in Italia; in questo ci adeguiamo a ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in molti altri Paesi europei. Lei ritiene che la formula dei test di verifica sia la strada pi\u00f9 efficace per favorire l\u2019apprendimento della nostra lingua?\u00a0<\/h2>\n<p>Il test di verifica pu\u00f2 funzionare da \u2018motivatore\u2019 per impegnarsi nello studio della lingua italiana, perch\u00e9 offre un orizzonte, un termine, un obiettivo pratico allo studio e di utilizzo della certificazione ottenuta. Ricordiamo poi che il livello B1 prevede, in particolare, la capacit\u00e0 di sostenere conversazioni semplici su argomenti noti o di interesse, comprendendo gli elementi principali di un discorso, la capacit\u00e0 di comprendere l&#8217;essenziale di trasmissioni radio e televisive, la comprensione di un testo scritto di uso quotidiano, la scrittura di testi semplici su argomenti noti.\u00a0<br \/>Il percorso di studio, dunque, prevede l\u2019apprendimento di espressioni italiane \u2018utili\u2019 e di uso corrente che portano le persone che seguono il corso a ricercare e a migliorare le proprie relazioni con l\u2019ambiente circostante. L\u2019utilit\u00e0 percepita di ci\u00f2 che si studia, alimenta anch\u2019essa la motivazione e l\u2019entusiasmo verso lo studio e l\u2019apprendimento. Il test quindi andr\u00e0 a verificare quel corpus linguistico che, questo \u00e8 vero, dovr\u00e0 essere ben scelto e omogeneo su tutto il territorio, pur con espressioni calate nelle variet\u00e0 regionali che nel nostro Paese sono anche di tipo culturale, pertanto dovr\u00e0 trattare di argomenti e tematiche legati anche alla nostra civilt\u00e0. Un valore aggiunto questo.\u00a0<\/p>\n<h2>Portando l\u2019attenzione ai rifugiati e richiedenti asilo accolti nelle strutture dello Sprar, dei Cas e dei Cara, che prospettiva ritiene ci sia per l\u2019insegnamento della lingua in questo ambito? Lei ritiene che tale attivit\u00e0 sia importante per favorire l\u2019integrazione di queste persone?\u00a0<\/h2>\n<p>S\u00ec, assolutamente. Offrire alle persone che sono in attesa di valutazione delle proprie richieste di asilo o che si trovano a transitare e soggiornare in luoghi di raccolta, che sembrano sempre pi\u00f9 luoghi di detenzione, ecco, offrire loro occasioni di apprendimento e di socializzazione, come l\u2019apprendimento della lingua del Paese, aiuta a contenere lo spaesamento che queste persone, soprattutto i bambini e i giovani vivono. Sono loro che rappresentano una vera emergenza umanitaria, perch\u00e9 si trovano nella fase di sviluppo cerebrale, emotivo e intellettivo determinante per tutta la loro vita. A loro dobbiamo, tutti, come Paesi europei che li ospitano, garantire un percorso di apprendimento e studio per non togliere loro chance di crescita determinanti per tutta la loro vita.\u00a0<br \/>Le esigenze degli adulti sono invece diverse, hanno a che fare con la necessit\u00e0 di impegnare il pensiero e di trovare una qualche forma di speranza, giorno dopo giorno. Apprendere qualcosa, qualsiasi cosa, ma soprattutto una lingua, aiuta loro a mantenere una dignit\u00e0 e un rispetto di s\u00e9 stessi. Trattare le persone umanamente \u00e8 una prerogativa che non possiamo perdere. Se salta questo tratto della nostra civilt\u00e0, rischiamo tutti. La scelta \u00e8 tra la legge della giungla e quella dell\u2019umanit\u00e0. In questo vi \u00e8 una responsabilit\u00e0 nostra che \u00e8 pi\u00f9 alta di quella politica o partitica: \u00e8 una responsabilit\u00e0 storica.\u00a0<\/p>\n<h2>Riguardo ai docenti di italiano L2\/LS, che prospettive lavorative prevede che ci saranno a seguito di queste modifiche normative? Che cosa direbbe ai tanti che si stanno specializzando nel settore?<\/h2>\n<p>Direi che la passione e l\u2019impegno dei docenti di italiano a stranieri nell\u2019insegnare la lingua italiana &#8211; una lingua minoritaria nel mondo \u2013 \u00e8 encomiabile per tante ragioni. In primis perch\u00e9 stanno salvando la nostra lingua, le donano per ogni nuovo parlante una vita nuova, mescolandola dentro altre grammatiche e semantiche, aprendola a nuovi innesti, nuove metafore. La vitalit\u00e0 della lingua inglese, cosa che l\u2019ha resa lingua globale, \u00e8 data dalla sua continua ibridazione con altre lingue. Insegnanti e traduttori sono i veri ambasciatori di un Paese perch\u00e9 \u00e8 nella lingua che sta la sua salvaguardia.\u00a0<br \/>Poi, c\u2019\u00e8 la funzione sociale di questo lavoro che, come scrivevo sopra, \u00e8 indispensabile per il nostro Paese. Le politiche migratorie dovranno finalizzarsi maggiormente per uscire dalla continua emergenza. Saranno proprio i corsi di lingua, come in Germania, che faranno la differenza per i migranti. Sia per avere lavoratori stranieri anche specializzati, in settori che lo richiedono, ma anche per attrarre studenti stranieri nelle nostre universit\u00e0. Dalla mia esperienza presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano, i corsi di italiano per tali studenti sono indispensabili, anche per chi segue corsi in lingua inglese, per capire le nostre regole e vivere il sistema universitario e la vita quotidiana.\u00a0<br \/>Dobbiamo poi promuovere la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento della nostra lingua in alcuni ambiti specifici, dove la lingua italiana \u00e8 principe nel mondo. Penso ai Conservatori per esempio, frequentati da molti studenti cinesi e orientali, che vengono in Italia per il bel canto e che vogliono conoscere l\u2019italiano che rimane la lingua dell\u2019Opera.\u00a0<br \/>Anche nel settore gastronomico la nostra lingua gode di un\u2019aura speciale. Offrire corsi di cucina in italiano a stranieri \u00e8 una proposta tutta da costruire, da estendere anche in ambito umanitario per gli stranieri che si occupano, per esempio di servizi alle persone. Dobbiamo integrare maggiormente i corsi per migranti con altri percorsi pi\u00f9 \u2018smart\u2019, con testimonial d\u2019eccezione. In tal modo diventa sostenibile anche economicamente l\u2019attivit\u00e0 degli operatori\/insegnanti.\u00a0<br \/>Consiglierei anche di unirsi e promuovere incontri pubblici dove far emergere la ricchezza di professionalit\u00e0 che sta dietro a questo mondo, le proposte e le finalit\u00e0 dell\u2019insegnamento della lingua in luoghi come il carcere, i centri di raccolta migranti, ma anche i centri professionali\u2026 . In tal senso far comprendere che cosa si insegna con la lingua, che cosa si pu\u00f2 prevenire, che cosa si impara insegnando. La crescita dei nostri operatori \u00e8 altrettanto importante. E anche le cifre di questo mercato sono importanti per capire quanta occupazione sta generando. Per quanto riguarda le prospettive lavorative connesse agli effetti che la legge produrr\u00e0 \u00e8 presto per prevederli, ma sono certa che dipender\u00e0 da come ci muoveremo tutti e da quanto dialogo riusciremo a tenere con la politica e le amministrazioni locali.\u00a0<br \/>Io credo che il nostro Paese, con una politica di integrazione sempre pi\u00f9 organizzata e dove i sussidi ai migranti sono vincolati a un effettivo impegno a integrarsi facilitando cos\u00ec la convivenza, potrebbe offrire al mondo un modello per affrontare queste emergenze. La Ue ci sostiene, i fondi ci sono, la nostra posizione geopolitica non ci permette di voltare lo sguardo dall\u2019altra parte.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">05\/02\/2019<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali prospettive per l&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano L2 a seguito del decreto sicurezza? Pubblichiamo un&#8217;interessante intervista all\u2019on. 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